
...signora Sooshe, ciò che lei ha è fantastico. Posso fregiarmi anche io di questo:

Posso? Eh, posso? Dai dai dai, mami, fammelo tenere! Una cosa che porta "cippi" come nome DEVE essere mio...
Mammadelgatto, in vena di parole: "...però è stata divertanta la visita a Pietrelcina..."
gatto (cercando di scrivere un testo al computer): "Ah si? Beh, era un bel gruppo, avranno organizzato qualcosa per farvi divertire."
Mammadelgatto (annuendo): "Sì sì, abbiamo fatto una gara di barzellette, una gara di simpatia, e pure una gare di cucina, per premiare il dolce più buono."
gatto (quando si parla di cibo...): "Dolci? Bello! E che dolci hanno fatto?"
Mammadelgatto, sorridendo: "Uh, ce n'erano di tanti tipi. Hanno fatto torte, crostate... Hanno fatto i bucchinotti... Uno ha portato pure la piñacolada..."
gatto (corrugando le sopracciglia, sarcastico): " *piñacolada*??? Pignolata, vorrai dire..."
Mammadelgatto, sbuffando e gesticolando: "Uuuuuuff, piñacolada, pignolata... capirai..."
1. Mauro Biani ha pubblicato un post con degli interessanti link per chi volesse approfondire la propria conoscenza della cultura zingara (il post ispiratore dell'ottima iniziativa lo conoscono un po' tutti)
2. A UnoMattina, una delirante Enza Sampò si è dichiarata scandalizzata e preoccupata per un fatto di cronaca (secondo lei e la sua preparatissima ospite causato dalla religione del padre marocchino, "terrorizzato dall'idea di una occidentalizzazione della figlia"), quando la storia italiana ne è PIENA da tempi immemorabili, in stile fotocopia
3. Ho deciso di inviare una proposta a Gianluca Neri, che potrebbe essere interessante
Se riesco a dribblare febbri spastiche e broncopolmoniti varie, c'è una recondita possibilità che domani vi posti un foto-scritto-post-resoconto del "Concerto Evento" (mah!) di Vasco Rossi a Catanzaro, questa sera.
Recondita, però...
E certo. Mi sembra giusto. Chiaro, semplice, efficace.
Dove voglio arrivare con tutte queste parole? Assolutamente a nulla.
È così che funziona con la "fuffa", o mi sbaglio?
Si inizia a scrivere il nulla - tanto per superare l'empasse del foglio bianco - e si segue il flusso dei pensieri, ché da qualche parte porta di sicuro.
...molto letterato oggi. E allitterato, pure.
Il problema è che - quando i tuoi sono fuori, e fuori rimarranno per un paio di giorni - uno si chiede "Che fare?"
No, non è neanche questo. Il fatto è che piove. Piove e diluvia. Ed io ringrazio il TG5 (che ieri pare aver avuto dei piccoli problemi) di stamattina per avermi informato che tutto questo sarebbe avvenuto domani.
No, forse non è neanche questo. Forse che forse che stasera c'è Vasco - il grande evento di Catanzaro, quello che Italia Uno (vai col tormentone) lo trasmette due giorni dopo - ed io non è che lo ami proprio, st'avvinazzato.
Ma si va perché si va, mica posso fare l'asociale.
E poi Giusy chi la sente? Mi vendicherò chiamandola Pipinella.
Ecco, lo sapevo. Siamo arrivati alla fine del post e non ho trovato il bandolo della matassa. (Finezza autoriale a posteriori, ragazzi...)
Qui ci vuole un coup de teatre - che non so assolutamente cosa significhi - o rischio di finire fuffato.
Ci vuole una conclusione degna, qualcosa che riassuma.
Qualcosa di intellettuale.
Trovato:
PIOVE, GOVERNO LADRO!
Chiusura da settimana enigmistica, finezza anzichenò.
E Giusy? Lei è esclamativa fatta persona! E se non vi va bene, tenetevela come optional...
Tu - persona specifica e definita.
Tu - che hai cercato anche il mio blog per leggere possibili (quanto inesistenti) aggiornamenti sulla mia vita sentimental-privata.
Tu - che ridi sotto i baffi.
Tu - "sordido studioso delle dinamiche di coppia".
Tu.
Vaffanculo.
...ma io non ci cascherò, ecco. Sono forte io.
Sta di fatto che, partendo da Andrea Beggi (che a sua volta l'aveva scoperto qui, che a sua volta ne era venuto a conoscenza da qui), sono venuto a sapere che l'ultima moda è questa qui.
Ma no, io non ci cascherò. Per prima cosa, perché il portafoglio l'ho svuotato questa estate, per evitare l'effetto "Monte Everest" alla tasca posteriore dei pantaloni di lino.
In secondo luogo perché, se dessi una laconica occhiata al suo contenuto, mi metterei a piangere per la mancanza - endemica - di pecunia.
Pover(in)o, misero Gatto Nero...
...il mio sonno-ristoratore-pomeridiano-stile-stato-comatoso si è concluso con un sogno MERAVIGLIOSO in cui ricevevo in dono qualcosa come 300.000 euro in buoni al portatore. Veniale anche sei sogni, io...
Il precedente messaggio era un modo alternativo per rendervi partecipi della condizione asfittica del mio mononeurone. Probabilmente, vedendo tutti i componenti della mia famiglia partire chi a destra chi a sinistra, avrà deciso di farsi il week-end fuori pure lui.
In compenso ha subaffittato la camera al mal di testa.
Le trasmissioni - come naturale - riprenderanno il più presto possibile.
Quelli che ben pensano.
Non lo avete ancora fatto?
Fatevatelo!
...sta diventando un incubo. La percentuale di volte in cui vedo la mia foto avvinazzata è troppo alta.
Troppo.
Copio spudoratamente da un post di Scic, che copia spudoratamente da Leli, che copia spudoratamente da Bradipa. E bellobello e aluccia hanno copiato da me. E Cinzia ci ha provato, ma questo deve aver provocato sconvolgimenti gravi al suo blog, che è illeggibile.
Siamo una manica di copioni.
E spudorati.
1. Come avete organizzato la vostra libreria: per argomento, per autore secondo l'alfabeto, a casaccio? E in tal caso il casaccio segue uno schema?
L'aggettivo giusto è "straripante". Conservo anche i libri delle scuole superiori, quelli scolastici. Ed i fumetti. Quindi non so se faccia testo.
L'ordine non dimora in casa mia, ma quando - periodicamente - cerco di dare un senso a quel marasma, tendo a raccoglierli per grandezza e per autore. E per serie.
Ma che criterio uso?
2. Avete libri in lingua straniera, se sì, li organizzate per lingua o per autore?
Francesi, tedeschi, inglesi. Pochi, ma ci sono. Sono sparsi in giro per casa, insieme con i vari vocabolarietti...
3. Li foderate, i libri, per proteggerli dal passare del tempo?
Ai tempi delle scuole, i primi anni, lo facevo. Ma i libri da lettura... naaaaaa, chiedete troppo. Roba da maniaco.
4. Ci scrivete il vostro nome, oppure la data di quando ne siete venuti in possesso?
Nothing. Non ci ho mai neanche pensato. Però quella della data è una idea interessante...
5. Sottolineate le frasi che vi interessano, durante la lettura? Con cosa si sottolinea, con una neutra matitina o una penna devastante? E il testo lo glossate, ci scrivete cioè degli appunti a margine, o a piè di pagina? Fate delle orecchiette?
Troppo pigro per sottolineare o anche solo pensarlo.
Le orecchiette mi irritano, e odio chi le fa. Però mi è capitato di farle.
Con libri che odio.
6. Vi è mai capitato di leggere più volte lo stesso libro?
"Il mondo di Sofia", di Jostein Gaarder
7. Vi è capitato di acquistare un libro che avevate già , un doppione cioè? E che ne fate, lo tenete, lo regalate?
Non so. Penso lo regalerei.
8. Il vostro fidanzato ha dei libri uguali, come vi comportate: li tenete in doppia copia o ne conservate una?
a)Grazie per avermi ricordato la mia singletudine.
b)Non è detto che il possibile partner legga o sappia leggere
c)Abbiamo due vite separate, mica conviviamo.
9. C'è un libro acquistato che non siete riusciti a leggere perché l'avete trovato bruttissimo e di cui vorreste sbarazzarvi perché vi imbarazza tenerlo in biblioteca, e avreste il coraggio di eliminarlo? Che sorte decidereste?
Tutti i libri di Andrea De Carlo. Orridi.
10. Preferite il prestito di una biblioteca o l'acquisto in una libreria?
Comprarli, senza ombra di dubbio.
11. Edizioni economiche, "normali" o prestigiose?
Sono studente, è una domanda retorica. Economica, assolutamente economica. Se c'è una versione economica della versione economica, meglio.
12. E-book o libri di carta o entrambi?
Ho tutti e due, ma i libri di carta sono decisamente migliori...
13. Prestate volentieri i vostri libri, ne siete gelosi? Se non ve li restituiscono, li richiedete indietro o li lasciate andare per la loro strada?
Ho imparato.
Ho prestato "Pancreas" di Giobbe Covatta ad un tot di persone. Me lo aveva regalato mio fratello, c'era una bella dedica.
Non ho la minima idea della fine che abbia fatto...
14. Se vi chiedessero di partecipare al bookcrossing, liberereste un libro vostro o comprereste una copia lasciando in giro quella?
Devo ancora capire come funzioni il bookcrossing.
Me lo spiega qualcuno?
15. Avete mai riciclato un libro che vi era stato donato, regalandolo a vostra volta? Ne avete mai ricevuto uno riciclato, e qual è stata la vostra reazione?
Uh, che squallido riciclare i regali.
16. Il primo libro che avete desiderato possedere (chiedendolo in regalo, comprandolo, ecc.) e che non fosse un obbligo scolastico.
Desiderato? Non ricordo proprio. Quello che volevo, ho fatto in modo di comprarlo.
Ma non ricordo il primo.
17. Un libro che vi ha cambiato la vita.
Due libri, di cui non ricordo il titolo. Erano i "compiti" per l'estate della mia professoressa Sdanganelli.
Mi hanno fatto capire che amo leggere...
18. Fra tutti i libri che avete nella vostra libreria, qual è quello a voi più caro?
Quello più caro... Non so. Controllerò in libreria.
19. In un eventuale testamento: a chi destinereste i vostri libri?
Ogni libro ha un significato, ogni regalo ha un significato.
Ed ogni persona "chiama" il suo regalo.
Quelli non "chiamati" li darei in beneficienza. Qualcuno - come Leli - lo terrei come messaggio per un prossimo futuro...
20. Avete mai contato quanti libri avete?
No. E non penso che lo farò mai...
Mi ero steso nel letto, beato, e riflettevo.
Riflettevo su un post promesso, e cominciavo a dargli forma, come si dà forma ad una statua da un pezzo di legno grezzo.
Partendo dal cuore e dall'immagine al suo interno, e portandola all'esterno.
E scalpellavo e limavo e scartavetravo, rigirandomi fra le lenzuola.
La notte - mi terrorizza - era silenziosa, piatta. Ed io, piano, limando e scartavetrando, stavo cadendo nelle braccia di Morfeo.
E d'un tratto, l'ho sentita.
Prima un lamento lieve, poi un altro.
"Mamma?" ho sussurato.
Un altro lamento. Un mugugno. Un no in fieri.
Sognava.
Mi sono alzato. Era come corressi e al tempo stesso fluttuassi. I piedi scalzi, la t-shirt leggera. Vento nella notte. Pochi passi e lo stipite della porta.
"Mamma?" ho sussurrato ancora. Ancora lamenti. Lievi.
Ho acceso la luce. E lei era lì, tesa sotto le coperte.
Appoggiato allo stipite della porta, mi si è stretto il cuore.
Chissà cosa sognava, cosa la tormentava?
Avrei voluto entrare nel suo sogno ed essere il suo cavaliere, difenderla, proteggerla. È l'amore che vince, sempre.
Avrei voluto, ma non potevo.
Un lungo, straziante attimo. Un battito di ciglia. Cosa potevo fare? Svegliarla?
Mi sono avvicinato al letto, in punta di piedi, come un gatto.
Mi sono seduto accanto a lei, e le ho scostato i capelli dal viso.
"Sono qui, mamma. Stai tranquilla." le ho detto, certo che sentisse.
Le ho accarezzato il volto segnato dalle rughe e dai dispiaceri e dalle gioie. Cinquantadue anni di vita donata.
Ho voluto donare in cambio, trasmettere più che parlare.
Ho continuato ad accarezzarla e a sussurrarle e ad attendere e ad osservarla.
Si è svegliata dopo poco, la mia bambina.
"Tutto a posto?" le ho chiesto, dandole piano un bacio sulla guancia.
Ci ha messo un po' a formulare una frase coerente.
"Sognavo. Non so, qualcosa mi mordeva la testa. Non so cosa. Ed io non potevo fare niente, ero bloccata..." mi ha detto indifesa.
"C'ero io con te. Ti ho accarezzato e dato bacini." le ho detto sorridendo.
L'ho abbracciata.
"Tutto a posto ora?"
"Sì - mi ha risposto assonnata - Vai a dormire ora, non ti preoccupare."
Le ho sorriso di nuovo. "Sì - ho detto calmo - Vado a dormire. Buonanotte mà ..."
Di nuovo un bacio, e sono fluttuato verso la mia stanza.
Ho spento la luce, poggiato allo stipite della porta.
Pochi passi nel buio e nel silenzio e nel piatto, e mi sono reinfilato a letto.
Ed ho pregato e pregato e pregato che non le succedesse niente.
Nel buio senza increspature.
Perché anche nel mondo reale, non puoi proteggere la tua bambina dai pericoli e dai dolori.
Dalla vita e dalla morte.
Puoi soltanto pregare e pregare e pregare.
E accarezzare la sua testa, quando serve.