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Maschio, 23 anni (era ora che mi ricordassi di cambiare l'età...), di razza caucasica.
L'individuo corrispondente al nick di gattonero parrebbe avere come nome "Claudio". Sembra essere affetto da una grave forma di schizofrenia, con relative personalità multiple.
Possibilità di guarigione: minime.
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gattonero
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"Ti metto 7 perché eri insicuro. No Mariuccio mio, non eri sicuro: eri sicuro per mascherare la tua insicurezza." (da manuale, direi)
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venerdì, febbraio 20, 2004
Prepararsi all'ultimo minuto per un esame importante e non ripetibile, è un suicidio...
Postato da gattonero in "" - 00:48 | commenti (9)
mercoledì, febbraio 18, 2004
Ormai postare di notte sta diventanto una routine. Mi rendo conto di quanto potrebbe essere controproducente, se mi interessassi del conteggio delle visite.
Eppure riesco a trovare ispirazione e calma e costanza per la scrittura solo dopo un certo orario.
Prima, scrivo da qualunque altra parte, ma non qui.
Forse perché qui parlo di me. Forse devo rompere ancora il muro, spezzare il legaccio...


Postato da gattonero in "" - 02:30 | commenti (5)
martedì, febbraio 17, 2004

Eh eh eh, vi segnalo due post dal Blog "Terzo asciugabiancheria... a sinistra", che anche se sono un possibile spoiler per chi non avesse letto il suo ultimo libro, sono divertentissimi per come affrontano la mania letteraria degli ultimi anni:

Harry Potter è frocio
Harry Potter è frocio - 2


Postato da gattonero in "" - 01:31 | commenti (16)
lunedì, febbraio 16, 2004
Stiamo rantolando nell'attesa dell'esame d'ingresso di domani... Io e la Vale siamo alla ricerca di notizie interessanti che potrebbero essere argomento d'esame. Un'angoscia... E pensare che fino ad un paio d'ore fa non me ne poteva fregar di meno.
Postato da gattonero in "" - 01:08 | commenti (2)
sabato, febbraio 14, 2004
Forse sarebbe anche carino fare un po' di pubblicità ad una iniziativa di cui IO STESSO ho contribuito alla nascita.
Quindi, se vi avanza un po' di tempo, andate qui e date una occhiata. E se volete, contribuite, scrivete e commentate.
Ne sarei contento. Davvero.

Postato da gattonero in "" - 11:54 | commenti

Dopo "La parola amore esiste?", ispirato a tutti i Sanvalentinomani...

L'amore è un gioco?

Eccomi qua.
Sono le 3.15 di notte, e finalmente sono riuscito a trovare la "forza" di mettere nero su bianco un post che penso da un paio di giorni. La cosa potrebbe sembrare strana o significativa, se non fosse che questa condizione di "difficoltà" si ripete da un tot di tempo.
Eccomi qua.
Sono le 3.16 di notte, ed è San Valentino. Il che probabilmente rende molto felici alcune persone, molto tristi o incazzati o pervasi da sentimenti negativi ben più persone, e assolutamente indifferenti delle altre. Perché è questo il poter di San Valentino, checchè lo si consideri una festa positiva o negativa o inutile: ci si pensa comunque.
E, di riflesso, si pensa all'amore.
E' inutile fare i paladini, i "a me non frega nulla", i "io all'amore non ci penso proprio". Magari inconsciamente, magari ci rifiutamo di accettarlo, ma in questo stramaledetto 14 febbraio pensiamo tutti all'amore e correlati.
E allora l'ho fatto pure io, partendo dalla mia condizione piuccheventennale di single.
Mi sono chiesto: "Perché?"
Cosa mi differenzia dai tanti accoppiati che ci sono nel mondo?
E qui è scattato una riflessione che è partita come una autodifesa psicologica ed è diventato un discorso più generale...

L'amore è un gioco?
Perché, per molti, è così che parte. In fondo, credo sia capitato a una buona parte di noi il discorso "No guarda, ora basta, non mi va di essere ancora single. Quel/la ragazzo/a è carino, simpatico, gli piaccio almeno un poco... proviamoci." Un tentativo, si parte con qualcosa di poco serio, poco più di "vediamo se va bene", e poi si vede come la cosa si evolve. Se continua in maniera positiva, si può anche trasformare nella storia d'amore più bella che si sia mai vista (e questo non lo metto in dubbio), ma se va male... vabbè, in fondo è stato un tentativo!
Beh, chiariamoci: penso non ci sia niente di male nel pensarlo. In fondo il pensiero non ferisce più di tanto.
Il problema, almeno da parte mia, è di inserirmi in questo gioco di cui tutti o quasi sembrano consapevoli. E consezienti.
Tante volte mi sono detto "Ma sì, perché no... prendiamo la cosa molto meno seriamente!". Tante volte me lo ha ripetuto anche la mia migliore amica Giusy, quella santa donna che mi fa da voce della coscienza nella mia personale lotta contro i miei estremismi ideali. Eppure non ce l'ho mai fatta.
Perché appena comincio a pensare anche soltanto di fare una cosa del genere, scattano tutta una serie di riflessioni sulle conseguenze del mio comportamento.
A parte il fatto che non amo giocare con i sentimenti delle persone, almeno consciamente, comincio a riflettere sul futuro di una storia partita con queste basi...
Anche nel caso in cui da questo rapporto-gioco si sviluppasse un sentimento vero e FORTE, come potrei portarlo avanti? Come potrei guardare in faccia il mio partner, e dirgli "Ti amo." sapendo di averlo utilizzata come pedina nel mio gioco di ruolo sull'amore?
Un mezzo per raccogliere Punti Esperienza. Un topolino bianco.
E questo caso fortuito, di nascita di un amore vero, è anche particolarmente raro, una mosca bianca.
In realtà, se ci si guarda intorno si vede un continuo balletto di persone che tentano, provano, costruiscono castelli, si arrabattano alla ricerca della loro storia d'amore sanvalentiniana.
E, se ci penso bene, non lo trovo neanche un comportamento scorretto né perfido. Più che altro, è un atteggiamento umano. Perché l'essere umano sbaglia, e per sbagliare deve tentare.
Sono allora io che mi pongo al di sopra degli altri? E pontifico? E mi illudo di riuscire a trovare, prima o poi, l'amore bianco e rosso, bruciante passione e purezza del sentimento?
Di questa chimera sono coscente. Di questo amore fiabesco inesistente. Dell'altra metà della mela... magari fosse così.
In realtà la coppia è un muro formato da mattoni, le cui crepe e fessure sono costantemente riempite di stucco. ED E' MOLTO PIU' BELLO CHE SIA COSI'. Perché sarebbe una storia d'amore soddisfacente.
Ecco, sono arrivato alla fine del discorso, perché mi sono reso conto che dell'amore non capisco ancora nulla. Sempre che di lui si possa capire qualcosa.
L'amore è un gioco? Sì, credo lo sia. Peccato che io non riesca a giocare... e, sinceramente, in fondo penso che sia giusto così, che il mio modo di pensare sia quello giusto.

Forse, è solo autodifesa...


























Postato da gattonero in "" - 04:21 | commenti (2)
Combatto col mio mal di testa, cercando di mettere per iscritto quello che c'è già nella mia mente.
Il problema è che questa nebbia mi rende particolarmente la scrittura... quasi... spossante. Strano. Non è la prima volta ultimamente...
Postato da gattonero in "" - 00:09 | commenti
mercoledì, febbraio 11, 2004

Le amene disconnessioni mattutine di Lui e Lei - 1

(Assolutamente slegati dal contesto di discussione, di fronte ad un caffè caldo e cercando di recuperare le proprie facoltà mentali...)

Lei: "Ah, che simpatica sensazione di fresca abbondanza!"
Lui: "Brrrrrrrrrno..."

Che già se capite il significato della prima frase, fatemi un fischio perché a nessuno di noi due è ancora chiaro...


Postato da gattonero in "" - 18:20 | commenti (2)
martedì, febbraio 10, 2004

Si avvicina il 14 Febbraio, ed io mi chiedo se sia il caso o meno di accodarmi alla massa e scrivere un bel post sull'ammmmòre (con tante emme e la o aperta).

Gli argomenti ci sarebbero, se depurati dalla melassa, e posso sempre inserire la divertentissima nuova ragazza del mio coinquilino. Ci siamo visti in tutto circa dieci minuti in due settimane, e oggi se ne è arrivata con la macchina fotografica dicendo di volere a tutti i costi una foto sua con me accanto...
Poi uno dice che l'amore rimbecillisce!


Postato da gattonero in "" - 02:10 | commenti (8)
sabato, febbraio 07, 2004
Pubblico questo post trovato sul blog Operazione Sottoveste. Mi sembra qualcosa di interessante, anche se ancora non sono del tutto convinto se parteciparvi o meno, se dargli importanza o meno. Di sicuro, mi sembra giusto dare il mio appoggio ad una iniziativa concreta, che fa della salvaguardia della cultura e dell'amarcord la sua bandiera. Effettivemante, mi sembra davvero interessante. Comunque, sul blog del progetto potete trovare altre informazioni, e decidere per voi cosa fare e cosa non.
Io, intanto, do il mio appoggio, se non economico, quanto meno morale...
 

OPERAZIONE SOTTOVESTE NON SO CHE NUMERO // Abbiamo un piano. Certo, mancano molti dettagli perchè molte sono le cose piccole e grandi che vanno approfondite, parecchi i problemi da risolvere. Ci vorrebbero un paio di mesi per assemblare il tutto e invece ci sono solo venti giorni. Comunque. Parto da un riepilogo. La fumosa e famosa libreria di Springfield ha cessato l'attività, minacciata dallo sfratto e ricoperta di debiti causati da una voragine finanziaria apertasi 4 anni fa (mentre il sottoscritto manco si sognava di fare il libraio). L'idea è salvarla, sì, ma soprattutto inventarsi un progetto nuovo e comune che parte dalla blogopalla e possibilmentre s'allarga anche a persone nonn bloggate. Un progetto basato sui comuni gusti letterari e sul voler bene a quelle cose ormai un po' rare e strane che si chiamano librerie. Come fare? Raccogliere soldi, prima di tutto. Il più possibile.Ma come acquisire l'attività della libreria di Springfield? Acquistare? No. Perchè il nuovo proprietario si troverebbe sul groppone tutte le pendenze, debiti e crediti (questi ultimi, consistenti, sono praticamente inesigibili). C'è una formula che si chiama affitto d'azienda che permette di rilevare l'attività e arrangiarsi dimenticando i guai della cooperativa. In pratica la nuova società formata dagli aderenti a Operazione Sottoveste (quelli che vogliono, ovviamente) paga un tot all'anno o una percentuale sugli incassi alla cooperativa. La salva dallo sfratto e dal fallimento e cerca la via del rilancio in due obbiettivi fondamentali: 1) ripristinare la presenza sul territorio della libreria, recuperando la clientela persa. Come? Mettendoci i libri, che se li hai li vendi. 2) Puntare su un nuovo concetto di libreria online. Un e-commerce che ruota intorno alla rete e alla blogosfera e punta sulla qualità delle proposte. coniugandosi anche a una gestione dinamica delle informazioni culturali. Sono belle le librerie dove si cazzeggia e poi si compra, no? Bene, si fa la stessa cosa , ma online. I passi da fare. Costituire una nuova società. E ' una cosa che costa, ma abbiamo trovato una srl pulita e libera, solo da riempire di contenuti e di attività. La società deve stipulare il contratto d'affitto di ramo d'azienda con la cooperativa libraria. Due i tipi di adesione a questa iniziativa: diventare socio, con una quota minima di 500 euro (cifra provvisoria). Oppure sottoscrivere degli abbonamenti, da 50 euro in su che serviranno a formare una cifra di cassa che permetta di partire. Questi importi verranno restituiti sotto forma di libri che verranno via via scelti da chi ha messo il grano e scontati. Il socio potrà invece avere il vantaggio di suddividere eventuali profitti e acquistare con lo sconto del 30 per cento. I calcoli di massima prevedono intorno a 250.000 euro di fatturato la cifra che permette un pareggio e, forse, anche un margine di guadagno, al netto di tutte le spese. Cosa manca? Che tutto quanto io ho appena scritto venga messo nero su bianco in modo meno discorsivo e cioè con cifre e numeri. E' il lavoro inziato ieri sera che condurrà a un vero e proprio business plan e a una serie di scelte concrete da fare che sono cose tipo che fare col software gestionale, che piattaforma usare per l'e-commerce,. come valutare l'atuale magazzino e decidere se iniziare semplicemente rifornendolo o riallestendo tutto il catalogo. E questi sono solo alcuni esempi delle mille cose da fare e decidere. Attorno a quest'idea abbozzata hanno aderito circa 60 persone ed altre stiamo cercando di coinvolgere. La cirfra teoricamente raccolta è di circa 15.000 euro. Naturalmente questa è una cifra che va integrata con del credito e possibilmente con nuove adesioni. Sarebbe bello riuscire a raggiungere i 25.000 euro finanziati dal basso. Invito tutti a copincollare questa lunga sbrodolata nel proprio blog, oppure di stamparlo e farlo leggere ad amici, conoscenti, amanti, animali da cortile non malati.Se riuscissimo a realizzare quesot progetto credo che leggeremmo articoli sui blog di altro stampo: invece di una grande bolla di cazzoni grafomani di noi si potrà parlare anche come di gente che nella realtà prende e fa cose concrete, progetta diverse economie e sceglie i propri consumi. Grazie.


Postato da gattonero in "" - 13:23 | commenti (2)
Forse, il problema è che stasera non sono molto... coeso.
Ho addosso questa strana sensazione di inconcludenza, che non riesco proprio a lavar via. E penso.
Non sono pensieri coerenti, che possono essere rinchiusi in un discorso fluido.
E' proprio per questo che trovo tanta difficoltà a scrivere questo post (che spero terapeutico), ed è per questo che, probabilmente, di questo post non si capirà il senso.
Semplicemente perché non ne ha. O almeno credo.
Ci sono momenti in cui ci si ritrova di fronte al proprio puzzle, cercando di mettere insieme i vari tasselli, i frammenti, ma non si riesce a trovare il pezzo iniziale, quello da cui far partire la ricostruzione.
Dove sta questo collegamento? Qual è il filo logico dei miei pensieri, questa sera?
Come una fila di formiche, che - disturbata - vaga angosciata e frammentata alla ricerca di un nuovo percorso.
O e sempre lo stesso? Forse ci affanniamo alla ricerca di nuove strade, e le imbocchiamo, per ritrovarci alla fine nella stessa destinazione di quella non scelta.
Ecco, a leggere quello che ho scritto, mi sembra di essere caduto nel fatalismo. E non so come ci sono arrivato...









Postato da gattonero in "" - 01:33 | commenti (2)

Per ristabilire i delicati equilibri del mio blog e della mia mente, dopo una serie di post con un significato proprio, ho deciso di pubblicarne uno assolutamente inutile: questo.
Per proteste o suggerimenti, potete lasciare i vostri messaggi nell'apposita cassettina: ci aiuteranno ad essere sempre più vicini alle vostre aspettative, perché noi siamo sempre dalla parte del cliente.
Buonasera.



Postato da gattonero in "" - 01:04 | commenti
venerdì, febbraio 06, 2004
Ma cosa gli faccio di male a Splinder? D'accordo che era un post inconcluso e inconcludente, ma il tema era interessante... mi esaurisce vedere cancellate cose per cui ho penato a scrivere.
Postato da gattonero in "" - 19:16 | commenti
lunedì, febbraio 02, 2004

Un caffè nero bollente.
Sentire il fiore azzurro delle passioni bruciarmi. Sentire il calore che parte dal basso del mio essere e pulsando sale, sale, sale totalizzante.
Lasciarmi andare a questo calore e librarmi etereo. Lasciarmi pervadere fino a trasformarmi e a fondere le mie essenze, impregnare il limpido con il torbido, il chiaro con lo scuro.
Yin e Yang.
Liquido e solido che si influenzano a vicenda diventando unità. Un'essenza nuova e preesistente al tempo stesso, di rottura, ma coerente col proprio passato.

Un caffè nero bollente.
Liquido, trasformabile, adattabile al contesto. Ma denso e corposo. Una presenza palpabile.
Voglio farmi assaporare dalle persone. A piccoli sorsi o tutto d'un fiato. Seduti, in piedi, da soli o in compagnia. Voglio lasciare il mio gusto dietro di me e dopo di me, quella sensazione in bocca... sì, quella.
Voglio essere dolce per chi ha bisogno di dolcezza; amaro, per chi cerca una scossa. Per far riprendere da una sbornia.
Voglio sferzare gli animi e spingere alla azione. Svegliare chi ancora dorme o finge di dormire.
Eccitare.
Contorcere le budella.
Voglio essere un momento di riflessione. Una pausa.

Un caffè nero bollente.
Non il latte dalle mille forme, il latte che si inacidisce o si indurisce, il latte che si fa plasmare.
E neanche miele che si scoglie nel tè divenendo quasi impalpabile.
No, grazie. Voglio essere denso e gustoso come un caffè.
Un caffè nero bollente.
















Postato da gattonero in "" - 17:23 | commenti (9)